Il Gerboa e la Iena
Il gerboa pescò più pesce di quanto potesse mangiarne. “Chi vuole un po' di pesce?” gridò.
Arrivò la iena. Non si limitò a mangiare un po' di pesce; mangiò tutto il pesce.
Il gerboa si arrabbiò!
Poi passò di lì la faraona.
“È molto bella!” esclamò la iena. “Vorrei avere macchie bianche come le sue.”
Il gerboa disse: “Sono stato io a darle quelle macchie. Darò anche a te le macchie;
ho solo bisogno di argilla bianca e di un coltello.”
La iena andò subito a prendere il coltello e l'argilla.
Poi il gerboa usò il coltello per scavare buchi nella iena. “Ti sei presa il mio pesce,” disse, “osì io mi prendo la tua carne.”
La iena scappò via, ululando per il dolore.
La iena e i suoi amici
Gli amici della iena erano disgustati dalle sue abitudini alimentari: la iena mangiava di tutto, persino la spazzatura.
Finalmente, uno dei suoi amici disse: “Ti porterò da un mago che può curare l'avidità.”
La iena acconsentì.
Andarono dal mago, che uccise una pecora e ne tagliò la coda.
“Prendi questo”, disse alla iena. “Lavalo nel fiume; poi ne farò una medicina per te.”
Sulla strada per il fiume, la iena voleva mangiare la coda di pecora.
“No!” disse il suo amico. “Fai quello che ti ha detto il mago!”
Ma la iena non poté fermarsi.
Mangiò la coda di pecora, quindi non ottenne alcuna medicina.
La Iena e l'Uomo
C'era una iena che continuava ad attaccare il gregge di capre di un certo uomo.
L'uomo alla ;ne scavò una trappola e catturò la iena.
“Lasciami andare!” supplicò la iena. “Per favore, non uccidermi! Non mangerò più le tue capre; lo prometto. Rinuncerò completamente alla carne!”
L'uomo non credette alla promessa della iena, ma provò pena per lei, così le legò un campanello al collo e la lasciò andare.
Naturalmente, la iena continuò a cacciare carne, ma ora il campanello avvertiva le sue prede che riuscivano a scappare.
La iena alla ;ne morì di fame.
La Iena e la Gru
L'avida Iena mangiò troppo velocemente e le si incastrò un osso in gola.
«Gru,» gemette, «sto soffocando! Presto! Infila la testa nella mia gola e tira fuori quest'osso. Ti prometto una lauta ricompensa!»
Così la Gru infilò la testa nella gola della Iena e tirò fuori l'osso. Poi chiese: «Dov'è la mia ricompensa?»
«La tua ricompensa,» ringhiò la Iena, «è che hai messo la testa nella mia bocca e l'hai tirata fuori di nuovo. Sei tu a dovermi una lauta ricompensa, non il contrario!»
Così il proverbio ammonisce: Niente che entri nella bocca di una iena esce mai più.
La Malattia del Leone
Re Leone era malato e incapace di cacciare.
Gli animali visitarono la tana del Leone uno ad uno, ma non lo Sciacallo; vide le loro tracce entrare, ma non uscire.
Allora la Iena denunciò lo Sciacallo. “Lo Sciacallo ti sta mancando di rispetto,” disse.
“Portate qui lo Sciacallo,” ruggì il Leone.
La Iena trascinò lo Sciacallo nella tana del Leone, e lo Sciacallo guaiti: “O Re, ho visitato tutti i dottori per trovare una cura per la tua malattia.”
“Dimmi!” ruggì il Leone.
“Devi avvolgerti nella pelle di una Iena appena uccisa.”
Il Leone afferrò immediatamente la Iena e le strappò la pelle.
Lo Sciacallo, nel frattempo, si diede alla fuga.